[#60ANNI] Giuseppe Di Gregorio e i ricordi della Monterice: «Da bambino vidi nascere la gara poi, nei decenni, l’ho vista crescere…»

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[#60ANNI] Giuseppe Di Gregorio e i ricordi della Monterice: «Da bambino vidi nascere la gara poi, nei decenni, l’ho vista crescere…»

Nell’anno 1954 ero ancora uno studente, diciassettenne e stavo frequentando il quarto anno dell’Istituto tecnico per geometri a Trapani. Durante le vacanze estive fui educato da mio padre, imprenditore edile, a seguirlo spesso, per opportune e magari premature esperienze professionali, nei vari suoi cantieri di lavoro. Mio padre, Gaspare Di Gregorio, al tempo socio con Bulgarella fu l’esecutore dei lavori di costruzione e di ammodernamento della vecchia rotabile che da Paparella, o meglio Immacolatella, conduce ad Erice, in seguito identificata come strada regionale n.1. I lavori iniziarono nei primi anni ‘50 e si susseguirono intensamente per circa quattro anni con accorgimenti e soluzioni tecniche di alto livello. I lavori furono eseguiti speditamente, perché l’Amministrazione provinciale aveva preso impegni con l’Automobile Club di Trapani che doveva organizzare una gara d’automobilismo.

La “Monte Erice” esordì il 5 settembre di quell’anno: era la prima edizione tanto attesa. Già col Giro di Sicilia la provincia di Trapani e, special modo l’agro-ericino, si era distinto con la partecipazione di numerosi sportivi: il duca Salvatore Curatolo, il suo meccanico Salvatore La Luce, Guido Marino, Totò Arena, Cernigliaro (detto Naca) , Peppe Buffa, Pio Minaudo, i fratelli Sansica, Baldassare Taormina, Ciccio Sartarelli. La “Monte Erice” era, però, qualcosa di nuovo. Le prime due edizioni furono svolte con partenza dal centro di Trapani, poi, nel 1958, la partenza fu spostata a Valderice. Io arrivai all’Aci di Trapani nel 1962, dovevo rimanerci per poco tempo ma vi rimasi quasi quarant’anni. In occasione della “Monte Erice” fu chiamato a dare la mia collaborazione, prima al direttore e, dopo il suo pensionamento, al collega Giovanni Bertolini che gestiva il settore sportivo.

Ricordo i primi tempi del mio impegno per la “Monte Erice”: il reperimento di circa 700 balle di paglia e quelle vie di comunicazione non sempre perfette… Ricordo anche quella volta, sul finire degli anni ’70, quando il deltaplano condotto da un giovane valdericino mi sfiorò. Fu una tragedia evitata e ricordarlo oggi mi fa tremare i polsi… Quanti ricordi del temuto curvone Paj. Nell’agosto del 1962, all’ottava edizione della gara, venne a parteciparvi Andrea De Adamich che proprio su quel curvone distrusse la macchina. De Adamich è diventato pilota di Formula Uno. Poi ancora, spolverando i ricordi, mi viene in mente quando fummo costretti a bloccare la gara perché alla “Casazza” a una spettatrice in gravidanza le si erano rotte le acque. Dal 1985, dopo il pensionamento di Giovanni Bertolini, fu affidata a me la gestione dell’Ufficio sportivo dell’Aci Trapani che ho condotto per 16 anni con la mia modesta competenza e la mia grande passione.

Alla “Monte Erice” ho dedicato parecchie delle mie energie. Ho avuto sempre l’appoggio da parte dei diversi amministratori ma soprattutto ho avuto carta bianca da parte dell’allora mio direttore Ciro Menna, oggi in pensione, che ha sempre creduto, come me, in un sostanziale rilancio della manifestazione. Oggi siamo arrivati alla 60ma edizione, anche se ne dovremmo contare 65 (negli anni ’61, ’76, ’77, ’80 e 2014 la gara non è stata effettuata), ma questo non ha minimamente sminuito interesse e la voglia di partecipazione, nonché la ferrea volontà organizzativa di chi, con il trascorrere degli anni, si è alternato alla guida del sodalizio ed oggi rappresenta sempre la più assoluta priorità tra quelli che sono i programmi dell’Automobile Club. Monte Erice, che passione!.

Giuseppe Di Gregorio

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